Pavarotti gave his last performance at the New York Metropolitan Opera on March 13, 2004.
At the opening ceremony for the Winter Olympics in Turin, he brought the house down with his trademark Nessun Dorma aria.He roamed easily between head and chest tonesand one knows that when he hits that high one he will do so squarely and roundly, and shown us some of the artistry that a voice like his deserves.
He was baptized "King of Hi-C" for his marvelous talent for hitting the high notes.

CIAO BIG LUCIANO
Nessun dorma! nessun dorma!
Tu pure, o, principessa,
Nella tua fredda stanza,
Guardi le stelle
Che fremono d'amore
E di speranza.
Ma il mio mistero e chiuso in me,
Il nome mio nessun sapra!
No, no, sulla tua bocca lo diro
Quando la luce splendera!
Ed il mio bacio sciogliera il silenzio
Che ti fa mia!
(il nome suo nessun sapra!...
E noi dovrem, ahime, morir!)
Dilegua, o notte!
Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle!
All'alba vincero!
Vincero, vincero!
THE BEST OF PAVAROTTI - Turandot: Nessun dorma!
E' passato un pò di tempo e sono tornato dopo la mia esperienza londinese. Da INTOXICA per chi conosce il negozio ho trovato una rarità su Dave Brubeck.
Le prossime serate saranno dedicate a questo grande interprete del jazz.

Ieri, si é tenuta la prima serata d'ascolto della rassegna musicale estiva dal tema: "la musica e la fusione di stili". Il percorso porterà all'esplorazione della manifestazioni musicali che hanno caratterizzato l'uomo nelle sue più intime sfumature spirituali, artistiche e di genere.
La serata del 21 giugno 2007 ha puntato l'indice sulla rielaborazione della tradizione classica europea alle nuove tendenze pop e contemporanee di Giovanni Allevi e sullo lo stile e l'estro di Stefano Bollani.
Il prossimo appuntamento in concomitanza con il Liri Blues Festival 26 giugno - 3 luglio 2007, avrà naturalmente per tema il Jazz " Milestones e Freemusic".
Le serate che seguiranno si proporrano per il loro eclettismo classico, rock, metal, house e.............. lo scopriremo in seguito.
AudioPrologue
Superando la monetizzazione dei costi fisici relativi ai componenti utilizzati (legno, colle, vernici, altoparlanti, resistenze, condensatori, minuteria….) che sicuramente, (mi rivolgo a quanti pensano al DIY in chiave puramente economica) sono paragonabili se non superiori al prezzo di una coppia di diffusori commerciali di fascia media; il valore intagibile dell’autocostruzione invece, risiede nella capacità di trasformare una idea in un progetto unico e distintivo, dove la cura e l’amore dei particolari di chi si cimenta in questa disciplina non ha prezzo.



Tenetevi forte quando collegate le Audio Pro R.974 perchè l'esperienza d'ascolto è di quella che non si dimentica.

Se avete già ascoltato diffusori ad alta efficienza non vi saranno grandi sorprese ma se invece siete abituati a diffusori piccoli da 87 dB di sensibilità, l'impatto potrebbe essere drammatico. Fornite loro il giusto grado di attenzioni (anche se la mia attuale location non lo consente pienamente), piazzandole ad almeno
In queste condizioni l'immagine è buona, ariosa e precisa nei contorni, sarete inoltre ricompensati con un basso ed un medio molto neutri, molto aperti, serrati e controllati con un buon livello di dettaglio, assenza di colorazioni ed una dinamica raffinata e proporzionata.

Pensate ad una cassa della batteria che, vicini permettendo, suona come dal vivo o quasi. Immaginate un basso elettrico dove gli slap sulle corde non lasciano niente all'intuito. Altoparlanti capaci di 97 dB di pressione sonora con 1 solo watt spostano una tale quantità di aria che faccio fatica a tener fermi vetri ed oggetti vari. E l'estensione?
Diciamo che fin dove arrivano (37 Hz a -3 dB) lo fanno magistralmente, al di sotto il calo è nettissimo e, ad orecchio, i 30 Hz sono già attenuati un bel po'.
Il tipo di allineamento reflex scelto, evidentemente, tende a scendere in flat fin dove si può, calando bruscamente dopo il punto a -3dB. Intendiamoci: se avete sempre ascoltato diffusori da scaffale, probabilmente i 37 Hz li avete "intuiti" raramente. Qui invece ci sono tutti, con una energia che lascia letteralmente di stucco.
Questi diffusori mostrano il loro carattere in modo consistente lungo tutto l'intervallo dinamico. Se volete un ascolto ad un volume alto, loro semplicemente lo fanno senza battere ciglio. Le musiche con grosse masse di strumenti, o i crescendo suonano oltremodo composti ed aperti; le diverse linee melodiche e ritmiche si muovono libere nello spazio attorno ai diffusori.
Dare una forma degna a questo diffusore ha richiesto senza dubbio l'utilizzo di tecniche di assemblaggio tali da garantire le dovute curvature, necessarie per un diffusore che non poteva tralasciare l'estetica e proporsi come un prodotto non convenzionale e di deciso impatto visivo.

Sono stati utilizzati per il pannello anteriore 5 strati di legno MDF da
Sono stati impiegati
Il cross-over impiegato (12 dB/Oct) auto-costruito con componenti Ciare e progettato con x-over designer 5.1, gestisce quattro vie con reti di compensazione 3dB: Tweeter (>5000 Hz) midrange (500/5000 Hz) woofer (125/500 Hz) sub (<125 Hz).

Il sub che funge da base per il diffusore é dotato di spikes di ottone con escursione di

Le prove di ascolto sono state effettuate sia con amplificazione allo stato solido (Gainclone PA150) autocostruito a 3 canali (2+1 condiviso per il sub) la tenuta in potenza è molto buona e la riproduzione sonora è avvincente.
Nel Natale del 2006 dopo aver avuto il piacere di apprezzare una coppia di diffusori dipolari danesi ho deciso di realizzare un prodotto che certamente avrebbe soddisfatto il mio palato musicale e l'occhio di mia moglie.

Non restava che attingere tutte le informazioni necessarie per un diffusore open baffle, e così dopo una intensa attività di ricerca e sperimentazione ho realizzato il primo prototipo.
La scelta dei componenti avrebbe richiesto trasduttori di vari produttori con particolari specifiche ma vincoli di budget, di spazio e di reperibilità hanno fatto cadere la scelta sulla serie "Professional" della italiana CIARE.

I diffusori nello specifico sono il PT 262 (Tweeter), il PM 160 (Midrange) , il PW 251 e l'HW 251 (woofer) ed infine HP 20 (radiatore passivo).dipolare cosa c'entra un radiatore passivo? Ebbene si tratta di un ibrido, nato dall'esigenza di disporre di una gamma bassa al di sotto dei 120 HZ con il contributo del woofer HW 251.
Il diffusore pesa
In effetti la rilevazione fonometrica, con le dimensioni del prototipo originario mostrato all’inizio pagina, garantiva una gamma bassa apprezzabile non inferiore ai 125 Hz, mentre per scendere al di sotto di tale valore sarebbe stato necessario un pannello largo

Pertanto per coprire la gamma ho dovuto adottare un box reflex di 60L con frequenza di accordo a 37 HZ, radiatore passivo, tubo (sez.